Appetizer 2
La pubblicità è l'astuzia con cui il sogno si impone al commercio.
W. Benjamin
L’industria dell’immagine/immaginario è uno strumento di condensazione dell’immaginario in oggetti che sempre più nella realtà contemporanea assumono la natura di merci visuali.
E’ nel consumo e nelle sue pratiche, nei prodotti culturali diffusi e nelle immagini correlate, che si srotola la stretta relazione fra forme esperienziali di rapporti sociali incarnati negli oggetti e forme di rappresentazione del mondo, cioè fra cose (oggetti-immagine) e immaginario.
Approfondimento
Scopo di questo corso è pensare la pubblicità come una forma espressiva prodotta dalla civiltà industriale di massa e allo stesso tempo come luogo di osservazione dei lnguaggi dell'industria culturale, delle forme di omologia fra media e società e come territorio di riferimento per la costruzione dei vissuti.
In particolare la prospettiva da cui osservare tali dinamiche ha a che fare con le origini novecentesche dell'industria culturale, momento nel quale, per opera dei linguaggi mediali, si riarticola la relazione fra immagine e immaginario in direzione di una scissione, di un disaccoppiamento fra pratiche concrete della soggettività – le peculiarità delle azioni dei singoli vissuti – e forme di rappresentazione di questi: in pratica il vissuto individuale e collettivo è sempre più sconnesso da una relazione diretta con la propria rappresentazione.
La rappresentazione è espropriata dai vissuti individuali, esce dai territori di esperienzialità diretta dei soggetti per farsi prodotto esterno: una esperienza mediata nella quale il soggetto si limita a ri-conoscere il rappresentato e ade-rirvi affettivamente inscrivendo il suo vissuto in questo dominio esteriore pro-dotto industrialmente.
L’industria dell’immaginario costruisce in tal senso al di fuori dell’individuo una sorta di “banca del senso”, un deposito di simbolico a disposizione di un soggetto sociale sempre più frammentato, aperto a percorsi nomadi, il cui Io si moltiplica seguendo piste di rappresentazione eteroprodotte differenziate e molteplici. Rappresentazione che tende dunque a divenire un prodotto dell’industria culturale: accumulazione di immagini e fabbrica dell’immaginario.
"Lo spettacolo è il capitale a un tale grado di accumulazione che diventa immagine"
Guy Debord
slide
Gli esperti che studiano l'antica Grecia dicono che all'epoca la gente non si considerava padrona dei propri pensieri.
Quando gli antichi greci formulavano un pensiero, era perchè una divinità aveva deciso di dargli un ordine. Atena di innamorarsi. Oggi la gente vede la pubblicità delle patatine al formaggio e si fionda fuori a comprarle, però lo chiama libero arbitrio.
Chuck Palahniuk, Ninna Nanna